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il calcio che nutre

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" Cucchietti il migliore ma pure i compagni se la cavano bene "

 

 

CAMPIONATO DI CALCIO 2018/2019 – SERIE C – GIRONE A – XV TURNO DEL GIRONE D’ANDATA – Arezzo – Alessandria  1 - 1

 

LE PAGELLE di Jimmy

 

 

 

Cucchietti – 7,5   - Il migliore dei suoi, e non sarebbe una novità. La novità invece è che lui fa il suo, e in alcune occasioni pure oltre, ma anche i compagni di maglia sono davvero in campo cercando di giocarsi le proprie carte come una squadra di calcio vera.

 

Sbampato -  5     - Un passerotto che, ogni tanto, si trova immerso in un mondo troppo crudele per le sue attrezzature tecniche e fisiche. E quando perde lucidità rischia da solo di farti perdere la partita.

 

Delvino ( 78 ) - sv   -

 

Prestia - 6    - Prova di vigore, non una parola di più di un giocatore che, arrivato qui portato dal mister, era chiamato a fare la differenza e, fin qui quando l’ha fatta, l’ha fatto qualche volta in favore degli avversari. Oggi era la partita giusta per lui, una partita che si era pure messa sui binari giusti e se non fosse stata positiva oggi la sua prestazione sarebbe stato davvero un problema per il prossimo futuro. 

 

Agostinone – 5,5   - La regolarità è la sua virtù, l’errore no. Oggi qualche piccola incertezza.

 

Tentoni -  6,5  - Prima 5° a destra, poi mediano esterno. Bravo e applicato. Un rientro importante il suo.

 

Sartore -   6,5  -  Lui quinto mancino invece, si sacrifica in un ruolo non suo e, qualche volta, la sua verve di esterno d’attacco la si ritrova nei suoi movimenti in campo.

 

Gatto   -  6,5  - Oggi, per l’occasione pure capitano, firma ancora una volta, da centrale stavolta, una prestazione importante per presenza e lucidità aggressiva. Penso sia in questo scorcio di campionato il migliore nel suo ruolo del girone.

 

Maltese -  6    - Fisicamente non è un molosso e lì in mezzo fatica e rischia l’apnea ma pure stavolta soffre e si merita ampiamente tutti gli onori, gran traversa nel primo tempo con invenzione da fuori.

 

Gjura (90’) - sv   -

 

Bellazzini -  6,5   - A parte la punizione dal limite alla mezzora che avrebbe meritato il gol è quello che trasforma una palla fradicia in una giocabile …

 

Gazzi ( dal 77) - sv  -

 

De Luca -  6,5   - Il centravanti ce lo abbiamo anche noi. Si muove, regge palla, attacca, difende e, come oggi, ogni tanto segna pure, stavolta da rapinatore d’area.

 

Santini -  5,5   - La seconda punta, inseguita e voluta testardamente nel mercato estivo, invece non ce l’abbiamo, sempre che questo ragazzo problematico continui a giocare con un pallone tutto suo in un campo dove pensa di essere da solo contro gli avversari. Il gol del vantaggio arriva da un suo tiro velleitario da fuori ma questo non basta.

" Grigi: un pareggio meritato ad Arezzo e la nave va "

 

 

CAMPIONATO DI CALCIO 2018/2019 – SERIE C – GIRONE A – XV TURNO DEL GIRONE D ANDATA – Arezzo – Alessandria 1 - 1 

 

 

 

Da Arezzo – I Grigi dello scorso lunedì sera, pur sconfitta al Mocca dal Piacenza, una regina del girone, ha giocato a tratti pure benino, offrendo sicuramente la miglior prestazione di questo primo scorcio di campionato. Adesso che la strada imboccata sembrerebbe quella giusta si tratta di dar corpo alla stagione e proprio ad Arezzo, in casa di un’altra favorita, bisogna confermare una buona prestazione, tanto per cominciare. Poi pensare anche che la corsa per la salvezza, nonostante possibili ritiri di club con l’acqua alla gola, le penalizzazioni che ne  colpiranno altri come una scure, non ti consentono di prendere la classifica alla leggera. Le squadre. Del Canto schiera il 4-3-1-2, suo marchio di fabbrica, ma Cutolo ce l’ha solo in panchina. D’Agostino rinuncia a Gazzi, schiera la difesa a tre con Sbampato a destra, Sartore e Tentoni quinti e Bellazzini dal 1’.  Il campo. Si parte. All’8’ occasione dei toscani : torre di Persano per Buglio che anticipa Cucchietti ma non centra la porta sguarnita. Al 16’ ancora l’Arezzo vicino al gol con Serrotti che costringe Cucchietti ad una difficile deviazione. Alla mezzora l’Alessandria meritebbbe il gol grazie ad uno splendido calcio di punizione dal limite che si spegne sui pali all’incrocio con Pelagotti fermo come un gatto di marmo. Al 40’ i Grigi si ripetono: stavolta è Maltese che in azione dal limite saetta verso la porta toscana e colpisce la traversa. Fino al riposo non succede più niente e le squadre rientrano negli spogliatoi sullo 0 – 0. Fin qui l ‘Alessandria ha tenuto bene il campo, è stata addirittura sfortunata sui legni centrati e avrebbe quindi qualcosa da recriminare. Questa è l’ennesima dimostrazione che una squadra, in una stagione lunga e difficile, non ha scelte di comodo: o cerca di giocarsi le sue carte come può o come sa oppure è destinata a vedere i propri obiettivi sfumare. La Ripresa. Al 50’ bene Sartore il cross per De Luca in area il quale però non inquadra la porta. Al 53’ Buglio ruba palla al disimpegno mandrogno ma non succede niente. E si arriva con l ‘Arezzo in attacco fino … al vantaggio dei Grigi al 75’con De Luca che segna un bel gol su respinta di Pelagotti. 1-0 per i Grigi e, con l’entrato in campo di Gazzi e Delvino al posto di un acerbo Sbampato, passa a un giudizioso 4-4-2 con Sartore e Tentoni che salgano nella linea mediana. I minuti passano lenti ma l’Arezzo ottiene solo una traversa al 87’ con Cutolo con un tiro cross da oltre trenta metri. Al 88’ espulso il portiere aretino Pelagotti per un intervento irregolare a gioco fermo e poi 5’ lunghi minuti di recupero. Ormai l’Arezzo, disperato, le tenta tutte e trova il jolly il suo uomo più rappresentativo, quel Cutolo che, partito dalla panchina, trova una magia sinistra dal limite con Cucchietti da assolvere. 1-1 finale, ma l’Alessandria, e questa è la notizia alla fine di questa bella partita, non è più l’agnello sacrificale che si arrende alla veemenza altrui.

Jimmy Barco

 

" L'anello al naso "

 

Certo che D’Agostino, dopo pochi giorni di Alessandria, avrà pensato di essere arrivato nel bengodi dei giovani allenatori. Pensateci: lui, giovane in carriera, alle spalle giusto un buon campionato in C in un paese di poco più di 2000 anime, gli si offre di giocarsi la carta Alessandria, una big di categoria ed una benedizione per un curriculum all’osso. E, udite udite, il tutto senza l’imposizione di obiettivi ambiziosi: si tratta  mettere assieme alcuni vecchietti dal grande passato, dei giovani virgulti e provare a fare una stagione interlocutoria senza particolari pressioni ma con alibi già pronti in caso di difficoltà. E non è finita qui. Quando arriva in questa plaga si trova ad interfacciarsi con un DS men che trentenne che, almeno visto camminare, non sembra abbia mai giocato a calcio (se non da bambino sulla spiaggia e solo se portava il pallone) e  che non ha mai diretto un gruppo di lavoro che costa tre milioncini di euro all’anno (ma neanche di trentamila euro, naturalmente), anzi, ha cominciato a lavorare per la società facendo tutt’altro, dalle slyte al marketing. Il massimo per un allenatore che, pur con poca esperienza, ha invece alle spalle una lunga e onorata carriera di calciatore ai massimi livelli e quindi allenato a riconoscere chi è del mestiere e chi fa solo finta di esserlo. Quanto alla stampa locale poi è davvero una pacchia: il nuovo mister ha subito verificato che in sala stampa vagola gente specializzata soprattutto a scrivere di corse nei sacchi e tiro alla fune e che mai, quindi, sia per impreparazione sia per piaggeria, avrebbe  mai contestato le sue scelte, a meno di disastri rovinosi però, pronta a condividere acriticamente di tutto e di più. Per non parlare poi del pubblico mandrogno che, da sempre, pare incapace di vedere un dito oltre il naso e non sa proprio riconoscere l’erba che fa il grano, calcisticamente parlando. Quel pubblico che da un po’ ha deciso di contestare Di Masi, pensando che qui il problema principale sia la modestia tecnica dell’organico o la povertà del budget, senza chiedersi invece di quale qualità sia il lavoro messo in piedi dai DS e dal Mister attuali. Oddio, che questa squadra sia lontana dalle qualità delle precedenti è chiaro ma è stato tutto spiegato prima, senza alibi e nell’assoluta trasparenza e il nuovo corso, piaccia o non piaccia, non può rappresentare una sorpresa per nessuno. A riprova di quanto sostengo siamo sinceri: abbiamo perso senza giocare (come facciamo sempre) 3-0 in casa contro il Cuneo, ma avete forse visto nella squadra biancorossa svettare talenti che, se avessero giocato la partita con la maglia grigia, avrebbero cambiato la deriva del match? Nel Cuneo la differenza l’ha fatta non certo l’eccellenza tecnica dei giocatori schierati, nella fattispecie, ma il saper stare in campo, l’organizzazione di gioco, la copertura degli spazi e la gestione delle varie fasi della partita. Tutte cose queste che sono da ascrivere al lavoro del loro allenatore e Scazzola, evidentemente, ha lavorato bene in questi mesi (  tra l’altro quasi due in meno del nostro mister perché il Cuneo ha cominciato fuori tempo massimo … ) e pure condizionato  dal solito vorticoso andare e venire di giocatori in prova o inutili ( oltre 45 in due mesi ) tipico di una società di pasticcioni. Questa è stata la differenza autentica fra le due squadre piemontesi domenica scorsa. D’altra parte quante volte ho  sottolineato che questa nostra squadra non gioca al calcio ma si limita a subirlo sperando di passarla liscia, cosa che nel calcio è più frequente di quanto si pensi? Purtroppo però quando, e qualche volta succede in un campionato, devi tentare di vincere in casa contro un avversario alla tua portata, per cercare di farlo, magari riuscirci, o sei molto fortunato o sei allenato in quel senso. Contro il Cuneo, è lampante, nè sei stato fortunato ma, ancor meno, allenato alla bisogna.  E tutto ciò  tralasciando i commenti sulla scelta della formazione inziale schierata di D’Agostino frutto, evidentemente, di paure senza senso e negativamente indicative per l’atteggiamento della squadra. Dopo questo disastro annunciato, e qui sta un altro punto dolente, in sala stampa il mister siciliano prende coraggio ( un po’ tardi invero ) e cosa afferma urbi et orbi con il petto gonfio? “E’ tutta colpa mia, me ne assumo in toto la responsabilità”. A parte il fatto che certe assunzioni di responsabilità puzzano di scaricabarile vorrei sottolineare che la responsabilità dei disastri tecnici e tattici di questa squadra è già “naturalmente” del mister in carica e non quindi  una benevola concessione che D’Agostino fa generosamente a tutti noi. Lo so quanto il nostro mister si senta autorizzato a pensare che in questa piazza abbiamo tutti l’anello al naso e anche stavolta non abbiamo fatto nulla per nasconderlo però non esageri ….  Dico questo perchè nessuno, neppure in sala  stampa domenica sera dopo quella prova orrida offerta dai Grigi, ha osato porre a D’Agostino due domandine banali, e cioè: “ lei pensa di essere in grado di insegnare in pochi giorni a questa squadra a giocare a calcio o no?” Oppure: “ lei pensa di avere giocatori così scarsi e male assortiti al punto da ritenere impossibile che riescano ad azzeccare in una partita tre passaggi di fila e almeno tre azioni da gol contro una squadra modesta come il Cuneo?” Ma se non lo chiedono i giornalisti possiamo sperare che lo capisca il Direttore dell’Area Tecnica che tutto è tranne che un uomo di calcio con esperienza comprovata? E allora ci pensi Di Masi a cambiare, stavolta in tempo e non traccheggiando come ha fatto in passato con Stellini, magari facendo piazza pulita e individuando un solo DS (visto che due non bastano …) e un allenatore che lo sia a tutto tondo e non soltanto pro domo sua.

Jimmy Barco  

 

" Belli i Grigi, quasi tutti "

 

 

CAMPIONATO DI CALCIO 2018/2019 – SERIE C – GIRONE A – XII TURNO D’ANDATA – Entella – Alessandria  3 -2

 

 

 

LE PAGELLE di Jimmy

 

 

Cucchietti -  6  - Fa quello che deve. Ma con i piedi è sempre in difficoltà: a chi di dovere il compito di mitigare questo limite e se non ci riesce qualcun altro ci pensi….

 

Gjura - 7  -  Buona prestazione complessiva del ragazzo che cresce a vista d’occhio, impreziosita dal gol che porta avanti i Grigi nel primo tempo.

 

Prestia - 5 - Baluardo della difesa ma nella ripresa commette due errori marchiani in chiusura e regala la rimessa che costa il gol del pareggio ligure.

 

Delvino (72’)  -  sv  -

 

Agostinone - 6  - Al solito, senza infamia e senza lodo ma tanta consistenza.

 

Sartore  -  5  -  Stavolta delude sia quando difende sia quando attacca.

 

Badan – 6,5  - Apporto interessante da parte dell’esterno mancino mandrogno il quale però si divora due buone occasioni da gol (8’ e 34’). Però con la squadra sempre corta ed equilibrata diventa facile per lui chiudere gli spazi e ripartire con pericolosità.

 

Fissore (45’) -  6  - Si becca un giallo ma non fa rimpiangere Badan.

 

Gatto -  6  - Domenica scorsa sugli scudi, oggi è positivo ma non brilla.

 

Gazzi  -  5,5  - Alcune buone chiusure ma il passo del plantigrado lo penalizza.

 

Bellazzini    - 6,5  - Pendolo fra centrocampo e attacco fa il suo e suo è pure il pallone del gol del vantaggio mandrogno.  

 

Maltese (85’) - sv   -

 

De Luca   - 6  -  Buona partita votata al sacrificio. Se poi aspetta un invito al triangolo dal suo partner d’attacco può morire schiantato dalla fatica.

 

Talamo (85’) -  sv  -

 

Santini  -  5   - Gioca al contrario. E non accenna a migliorare neppure di un micron. Boh?

 

" Il calcio crudele penalizza la miglior Alessandria della stagione "

 

CAMPIONATO DI CALCIO 2018/2019 – SERIE C – GIRONE A – XII TURNO D’ANDATA – Entella – Alessandria 3-2

 

Da Chiavari – L’Entella è stata sicuramente la società più maltrattata dal sistema calcio nell’indegna vicenda dei mancati ripescaggi, vicenda che si trascina da luglio e che non è ancora finita. Fin qui i liguri hanno giocato loro malgrado cinque partite in meno dell’Alessandria  in questo campionato dimostrando di essere una delle squadre più accreditate per tornare in B a stretto giro di posta. Dei Grigi invece ormai dovremmo saper tutto, compreso il fatto che oggi si troveranno davanti un avversario deciso a “fare la partita” e quindi tatticamente l’avversario giusto. Le squadre. I liguri di Buscaglia  si sistema in campo con il 4-3-1-2, Currarino mezza punta e Caturano in panchina. D’Agostino parte con Bellazzini dal 1’ mezza punta al posto di Maltese. La partita. Partiti. Al 8’ bella triangolazione che porta Badan in area  di rigore avversaria ma non succede niente. Al 12’ pressing alto dei Grigi i quali recuperano palla sulla tre quarti avversaria, ma anche stavolta senza esiti interessanti. Primo quarto d’ora caratterizzato da un gioco sciolto, equilibrato e piacevole da parte di entrambe le contendenti anche se fisicamente i padroni di casa sembrano più dotati.  Fin qui la miglior mezz'ora di gioco dei Grigi in questo campionato, il tutto a domicilio di  una compagine data favorita dai pronostici. Al 34’ Badan non riesce a chiudere un cross di Bellazzini ma sul corner conseguente Gjura batte sicuro di testa a centro area e insacca (35’) portando meritatamente in vantaggio i suoi. (0-1). Mischia pericolosa in area mandrogna al 38’ ma la legge dell’impenetrabilità dei corpi dice la sua e la difesa ospite allontana. Si chiude la prima frazione di gioco a Chiavari con L’Alessandria in vantaggio per 1-0 sui quotati bianco azzurri al termine di una prima frazione che ha visto i nostri mai in apnea e sempre pronti a rintuzzare gli attacchi di Mota e co. I Grigi hanno fin qui risposto al gioco con il gioco e il coraggio di D’Agostino nell’allestire l’undici inziale ha pagato alla grande. Proprio allo scadere esce Badan infortunato, un possibile problema visto che sulla sua corsia è stata costruita buona parte della positiva prestazione dell’odierna Alessandria. Adesso vedremo se Fissore non farà rimpiangere il giovane mancino appena sostituito visto che le caratteristiche tecniche del neo entrato sono spiccatamente difensive. La ripresa. Si riparte con i Grigi in vantaggio per 1 a 0. Al 50’ Currarino dal limite sfiora l’incrocio con un tiro modalità straccio bagnato ma la palla, controllata da Cucchietti, esce di poco. Al 59’ errore di Prestia che concede una comoda rimessa ai padroni di casa, sugli sviluppi cross di Mota e Nizzetto insacca dai 5 metri: è pareggio (1-1). Al 64’ Bellazzini cattura una seconda palla al limite, tira a botta sicura e Benedetti ribatte la conclusione a porta sguarnita. Il fatto che l’Alessandria sia messa bene in campo è evidenziato anche dal fatto che oggi le seconde palle sono quasi esclusiva dei mandrogni. Al 75’ mischia in area mandrogna sugli sviluppi di un angolo, niente di fatto. Al 76’ Santini sciupa un pericoloso contropiede impostato da De Luca per il suo irrefrenabile egocentrismo. Al 80’ Caturano dai 5metri manca l’appoggio facile in rete su invito di Nizzetto. Al 83’ Caturano porta in vantaggio (2-1) l’Entella chiudendo una manovra dei suoi in area. Al 87’ ancora Caturano brucia Cucchietti di piede in area dopo una bella azione concepita a sinistra dagli esterni liguri (3-2). E qui si chiude la partita. Una bella Alessandria cede il passo all’Entella con l’onore delle armi. Ma se i Grigi offrissero sempre prestazioni di questo livello saremmo a cavallo.

 

Jimmy Barco

 

" Meglio piuttosto che niente "

 

La sconfitta patita dai Grigi domenica scorsa al Mocca contro la Carrarese ci sta. Le modalità con le quali si è arrivati arrivati a quel risultato, sostanzialmente pure. A parte qualche particolare che proprio non si riesce a correggere. E uno di questi l’ho sottolineato mille volte: non si può pensare di difendersi per 100’ facendo densità a pochi metri dalla nostra area di rigore e non si può pensare di essere pericolosi se non si alza di una quindicina di metri il baricentro della squadra. Basta andarsi a rivedere l’azione del gol di Tavano per capire che nell’occasione difendevi troppo basso al punto da subire l’uno-due vincente Coralli - Tavano dentro l’area di rigore. E il primo gol di Santini (nonché la prima e unica occasione da gol che l’Alessandria ha costruito durante l’intera partita) è arrivato invece grazie ad una palla riconquistata alla grande da Gatto oltre la linea di metà campo e rilanciata di prima verso l’autore del gol il quale ha colto impreparata la linea difensiva toscana. E’ ovvio che deve esserci  un equilibrio fra fase di possesso e fase di non possesso, e passare allegramente una partita intera attestandosi sistematicamente a quaranta metri dalla tua porta è quasi impossibile, ma è la cosa che devi tentare di fare non appena l’avversario te ne dà l’opportunità. E domenica, dopo aver acciuffato il pareggio, era la cosa da fare contro la Carrarese. Invece l’Alessandria ha continuato ad abbassarsi troppo e ha concesso ancora tre occasioni da gol, più la punizione mortifera del 2-1, mentre non si è più vista in attacco, tranne le solite due mischie disperate nel finale. Che poi qualcuno, come il Mister per esempio, ci abbia in passato raccontato che, anche quando la palla si limita a sorvolare l’altrui area di rigore, è da ritenersi “occasione da gol” la cosa mi fa solo sorridere. Ma, come diceva Don Abbondio, “il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare”. Temo però che il passaggio più intricato della settimana potrebbe arrivare dalla conferenza stampa di giovedì organizzata dalla Società nel pomeriggio nella quale parlerà Di Masi. Al di là di tutte le minchiate che si sentono dire al proposito aspettiamo gli esiti, mentre intanto vorrei ricordare agli sfascisti di casa nostra: “meglio piuttosto che niente”, se poi il “niente” è qualcuno di loro in società, cento volte “meglio piuttosto”.

Jimmy Barco

 

"Grigi: occhi di lince! Ci son giornalisti che hanno capito che questa squadra non gioca al calcio"

 

Lasagne fumanti

 

Pure la parte della stampa sportiva mandrogna,  da sempre soggiogata “all’ordine costituito”, rappresentato di volta in volta da dirigenti, dal mister e sempre dal tifo autoreferenziale, dopo Pistoia non se l’è sentita di girarsi (come fa  sempre) dall’altra parte, facendo finta di aver visto la partita così come ce l’ha raccontata D’Agostino. Sella serie: dopo tre piatti hanno capito che era minestrone. E descrivono l’Alessandria di oggi,  a un quarto del cammino in questo campionato e dopo quattro mesi di lavoro sul campo, esattamente come paventavo fosse nei primi turni del torneo. Da allora alcuni risultati positivi credo abbiano messo tranquillo il nostro mister circa il fatto di non essere seduto su una panchina eiettabile come il sedile dell’Aston Martin di James Bond. Punti in classifica che lo hanno pure indotto a prendere il coraggio a due mani (si fa così per dire….) e mettere in campo formazioni ragionevoli senza inventarsi soluzioni di retroguardia. Un passo è stato fatto, certo, ma le prestazioni della squadra sono comunque disarmanti e, secondo me, lontane dalla potenzialità dell’organico. Questa è una squadra che sembra un monumento al calcio masturbato, un calcio che prevede un gioco finalizzato a fare quello che ci piacerebbe (ma non ne siamo capaci), complice un atteggiamento autoconsolatorio da parte del mister il quale parla di partite che vede soltanto lui. In effetti, quando rilascia certe dichiarazioni, temo che D’Agostino si rivolga ai suoi insegnanti di Coverciano, ai due DS due e alla proprietà, ma  non certo a coloro che le partite le vanno a vedere pagando il biglietto. E mi assale l’incubo di essere tornati ai tempi del duo Cusatis-Menegatti. Un giornalista di chiara fama chiede nuovi giocatori: la solita comoda tiritera che sfruculia il tifoso, mette all’angolo la Società e dispensa alibi a tutti. E, secondo voi, a chi si consegnerebbero eventuali nuovi arrivati? A un mister che, dopo 15 settimane di allenamento, non è ancora riuscito a dare un’identità a questo gruppo in compenso ci spiega che passiamo (!?!) ottanta minuti per partita nell’area avversaria? Qui non c’è un’idea di calcio volta a mettere in ambasce le difese avversarie. I triangoli, la base di questo gioco, non li chiudiamo mai con una verticalizzazione e se non ci fossero gli esterni che, pur partendo da fermi, ogni tanto creano superiorità numerica saremmo del gatto (come dicono i toscani). Se poi Di Masi e i suoi DS pensano che in fondo avere oggi qualche punto in classifica in più rispetto alla qualità delle prestazioni fornite da questa squadra consenta di guardare al futuro con ottimismo temo che, al contrario del loro allenatore (che le balle le racconta agli altri), le balle le raccontino a loro stessi.

 

Jimmy Barco