La sconfitta patita dai Grigi domenica scorsa al Mocca contro la Carrarese ci sta. Le modalità con le quali si è arrivati arrivati a quel risultato, sostanzialmente pure. A parte qualche particolare che proprio non si riesce a correggere. E uno di questi l’ho sottolineato mille volte: non si può pensare di difendersi per 100’ facendo densità a pochi metri dalla nostra area di rigore e non si può pensare di essere pericolosi se non si alza di una quindicina di metri il baricentro della squadra. Basta andarsi a rivedere l’azione del gol di Tavano per capire che nell’occasione difendevi troppo basso al punto da subire l’uno-due vincente Coralli - Tavano dentro l’area di rigore. E il primo gol di Santini (nonché la prima e unica occasione da gol che l’Alessandria ha costruito durante l’intera partita) è arrivato invece grazie ad una palla riconquistata alla grande da Gatto oltre la linea di metà campo e rilanciata di prima verso l’autore del gol il quale ha colto impreparata la linea difensiva toscana. E’ ovvio che deve esserci  un equilibrio fra fase di possesso e fase di non possesso, e passare allegramente una partita intera attestandosi sistematicamente a quaranta metri dalla tua porta è quasi impossibile, ma è la cosa che devi tentare di fare non appena l’avversario te ne dà l’opportunità. E domenica, dopo aver acciuffato il pareggio, era la cosa da fare contro la Carrarese. Invece l’Alessandria ha continuato ad abbassarsi troppo e ha concesso ancora tre occasioni da gol, più la punizione mortifera del 2-1, mentre non si è più vista in attacco, tranne le solite due mischie disperate nel finale. Che poi qualcuno, come il Mister per esempio, ci abbia in passato raccontato che, anche quando la palla si limita a sorvolare l’altrui area di rigore, è da ritenersi “occasione da gol” la cosa mi fa solo sorridere. Ma, come diceva Don Abbondio, “il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare”. Temo però che il passaggio più intricato della settimana potrebbe arrivare dalla conferenza stampa di giovedì organizzata dalla Società nel pomeriggio nella quale parlerà Di Masi. Al di là di tutte le minchiate che si sentono dire al proposito aspettiamo gli esiti, mentre intanto vorrei ricordare agli sfascisti di casa nostra: “meglio piuttosto che niente”, se poi il “niente” è qualcuno di loro in società, cento volte “meglio piuttosto”.

Jimmy Barco