Stavolta, parlando dei Grigi, non commenteremo terzini o mediani, moduli o strategie di mercato bensì come la storia dei nativi americani si intrecci misteriosamente con i Grigi. Qualche tempo fa è passato all’orizzonte mandrogno il Grande Capo Penna Cadente (augh) il quale, in tema di comunicazione e critica sportiva,  aveva messo in piedi, assieme DS e Mister incapaci di fare il proprio mestiere,  un giochino niente male con la preziosa collaborazione di colleghi pigri e disarmanti. La tribù e la sua organizzazione interna, sotta la guida di Penna Cadente, a suo modo aveva funzionato per alcune stagioni. Poi è arrivato tal Cichinisio, un pazzo su una slitta trainata dai cani anche d’estate, che ha smascherato tutto e fine della storia. Ma la proprietà della Società nel frattempo era passata di mano a un imprenditore affidabile, Di Masi. Per questa ragione gli anelli di Saturno (le nebulose che volteggiano come mosche attorno al pianeta Alessandria Calcio) hanno capito che non c’era più spazio per fare i “bulicci con il deretano altrui” (come dicono a Genova, che di queste cose se ne intendono). Oddio, l’hanno capito quasi tutti perché pare ci sia rimasto qualche reduce ancora convinto che, il solo fatto di essere tifoso dei Grigi gli dia il diritto di pretendere che la nostra squadra, e tutto quello che ci gira intorno, sia roba sulla quale lui abbia diritto di vita o di morte. Se questi tifosi da operetta assumessero gli stessi atteggiamenti che riservano allo loro squadra del cuore  anche nei confronti delle rispettive mogli o fidanzate sarebbero denunciati per omofobia ma, si sa, nel calcio spesso le cose girano al contrario. Comunque, tornando ai pellerossa, un Grande Capo indiano operativo qui ad Alessandria l’abbiamo già avuto. Adesso è arrivato il Torino, il cui Presidente Cairo doveva trovare uno stadio  alternativo per il primo preliminare di Coppa Uefa. Lo stadio Moccagatta, dopo la recente ristrutturazione, sarebbe stato quello giusto ma mancavano i seggiolini nella Nord per garantire una capienza accettabile. Di Masi, a sue spese e a tempo di record grazie ai suoi collaboratori Borio e Vaio, ha provveduto ad installare i seggiolini mancanti e così Alessandria e gli alessandrini potranno godersi, se lo vorranno, una partita internazionale a due passi da casa. Inoltre anche quelli della Nord, (perché quella curva non la riempie solo i “duri e puri”, attenzione) potranno d’ora in poi sedersi per vedere la partita, esattamente come tutti i milioni di spettatori paganti e civili negli stadi europei. Poi ognuno si guardi la partita quando, dove e come crede, magari a testa in giù se lo desidera, ma non pretenda di dare disposizioni e diktat a chicchessìa, a casa d’altri, in nome di non si sa bene quale autorità o, peggio ancora, autorevolezza. Scrivo questo perché su FB qualche ridicolo sedicente tifoso (perché è raro vederlo allo stadio…) ha già garantito che, alla prima occasione, i seggiolini della Nord appena installati verranno divelti e lanciati in campo. Ma se proprio vogliono sfogare il proprio istinto vandalico perché certi personaggi non se la prendono, per esempio, con l’asse del cesso di casa loro e, comunque, con arredi posti in luoghi di loro proprietà e non con quelli di tutti? Stiano attenti dunque a rispettare il bene comune e a non rovinare il tempo e il divertimento altrui  perché se no arriva il Grande Capo Toro Seduto che li annoda come le gasse di Carnevale, ‘sti arroganti maleducati. Benvenuto comunque Toro, visto che al Mocca adesso ci puoi stare pure Seduto.

 

Jimmy Barco